Turismo congressuale: il Cnel apre al “Meeting planner”
31 marzo 2009
“Standardizzazione” e “certificazione di qualità” devono diventare le parole d’ordine per uno sviluppo della nostra “meeting industry” che risulti adeguato ai suoi importanti numeri: 34,5 milioni di presenze dal primo luglio 2007 al 30 giugno 2008, per un totale di 111.139 eventi dislocati in tutto il territorio. È quanto emerge dall’assemblea aperta di Italcongressi-Pco Italia – Associazione Nazionale Imprese dell’Industria Congressuale aderente a Federturismo/Confindustria – che si è tenuta a Roma, presso l’aula della Biblioteca del Cnel - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. I nuovi mestieri del turismo congressuale, infatti, faticano a ottenere un riconoscimento sul piano dell’inquadramento professionale: come lamenta Massimo Fabio, presidente uscente di Italcongressi-Pco Italia, non ci sono “ordini” o “albi” per gli organizzatori di congressi, né un loro inserimento in quel Registro, istituito proprio dal Cnel nel 2006, che raccoglie le associazioni professionali non regolamentate. Ma se i tempi di un intervento normativo per la creazione di un nuovo “ordine professionale” sono potenzialmente lunghi, più in discesa sembrerebbe la via “associativa”, con la disponibilità manifestata dal CNEL, rappresentato dal consigliere Aldo Amoretti, a prendere in considerazione la candidatura del “meeting planner” quale professionalità emergente del mondo del lavoro. Meglio, quindi, lasciar parlare il mercato e risolvere, all’interno dei contratti di lavoro già esistenti, il problema delle qualifiche per le nuove figure professionali del congressuale, evitando di cadere nella tentazione di un’individuazione perfetta e univoca, a favore di definizioni meno specifiche ma più comprensive, tali da ricomprendere una pluralità di professioni sotto una medesima qualifica (continua...) Per maggiori info: http://www.turismoefinanza.it/step.jsp?page=70866
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